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Fin
dal 1914 pubblicavo, in queste stesse " Memorie „ (Memoria XLVI), un "
Contributo allo studio della fauna malacologica Adriatica „, che, pur
riunendo un certo numero di forme, elencate sistematicamente e ridotte a
moderna nomenclatura, era ben lungi dall'essere un elenco completo dei
nostri Molluschi. Infatti non potevo allora disporre che delle mie
raccolte personali, poi notevolmente accreseiute, ne altre mi era dato
studiare: ma fin d'allora era mio desiderio completare l'opera che
consideravo appena iniziata, e che ebbe, ad ogni modo, favore ed
accoglienza lusinghiera presso i cortesi Colleghi.
Questo mio proposito pote avverarsi quando, per sovrana munificenza di
S. M. il Re, il Comune di Venezia divenne proprietario del Palazzo
Reale; allora, per mia iniziativa, accolta con illuminato criterio dal
Commissario Straordinario pel Comune, Comm. Vitelli, fu istituito nel
Fondaco dei Turchi, che era sede del Civico Museo Correr, passato nella
Reggia, il Museo Civico di Storia Naturale; in esso ebbi la ventura di
accogliere ben quattro importanti collezioni: quella dello Spinelli, e
quanto rimaneva di quella di Alessandro Pericle Ninni, appartenenti al
Museo Correr; e le raccolte importantissime, affidateci dal R. Istituto
Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, cioe quella cospicua dello Stalio e
la superba collezione adriatica dell'Istituto.
Di queste quattro raccolte, e di una minore anonima del vecchio Museo,
ne feci due: una adriatica, e l'altra generale. Purtroppo la seconda e
rimasta in quasi completo disordine, mentre la prima, pur non potuta da
me completamente ordinare, può almeno servire allo studioso di buona
volonta, che non si spaventi della sinonimia, formidabile perche si
tratta di collezioni relativamente vecchie. Cio avvenne perché
circostanze a me non imputabili mi impedirono, con grave rammarico, di
occuparmi ulteriormente delle cose del Museo: e dico questo perché, ben
sapendosi che avevo iniziato l'opera, si potrebbe rivolgermi biasimo per
averla abbandonata sul più bello.
In ogni modo, potevo oonsiderarmi a buon punto: e mi era dato elencare
con sufficiente esattezza le specie adriatiche contenute in ogni singola
collezione, in quattro colonne diverse: naturalmente riducendo a moderna
nomenclatura, e liberando dalla sinonimia, il materiale a disposizione.
A queste quattro colonne iniziali ne aggiunsi una quinta, rispondente
alla mia raccolta personale; ottenni poi dalla cortesia dei miei amici
del Museo Civico di Storia Naturale di Milano di poter studiare la
classica collezione zaratina di Danilo & Sandri, colà conservata; e ne
rendo loro grazie: per gentile concessione di Monsignor Rettore del
Seminario Vescovile di Chioggia, ebbi, dal Rev. Prof. Chiereghini di
quell'Istituto, a disposizione la collezione del compianto Dott.
Chiamenti, che fa parte del Gabinetto del Seminario: e potei esaminare
le raccolte del Museo di Trieste, per favore di quei miei ottimi amici,
il Direttore, Prof. Muller ed il Conservatore, Dott. Gridelli.
Purono dunque otto collezioni, da me studiate personalmente: ad esse
potei aggiungere le specie contenute nel Museo di Zara, che non mi fu
dato di visitare, e che, per la determinazione del compianto ed illustre
Prof. Brusina, ha grande importanza: potei averne l'elenco grazie alla
premurosa cortesia della chiar.o Prof. Minio di quel Liceo.
In ognuna delle nove colonne, rispondenti ad altrettante collezioni sono
dunque segnate le specie esistenti in ciascuna di queste. Una decima
colonna contiene le specie che, non trovate da me in alcuna delle nove
raccolte, sono citate come adriatiche in opere classiche sulla
malacofauna del nostro mare, o in altre con indicazione di " habitat „
adriatico, opere distinte nella colonna col numero romano che portano in
apposito elenco; un'undecima colonna porta il numero d'ordine di quelle
note che mi sembrarono necessarie, in fine al lavoro, per discutere
alcune specie e per descrivere quelle nuove o non pubblicate da altri:
infine una doppia colonna indica su quale delle due coste la specie si
trovi, ed un ultimo spazio reca indicazioni di sinonimia ed altre
osservazioni
Mi pare di aver raggiunto, in tal modo, una forma che dia agio al
consultatore di trovar presto quanto ceroa, impiegando il minimo spazio
possibile compatibilmente colla necessaria e sufficiente chiarezza.
Per la nomenclatura, almeno specifica, mi son valso moltissimo
dell'opera ammirabile di Bucquoy, Dautzenberg & Dollfus, " Mollusques
Marins du Roussillon „ (Parigi, Bailliere, 1882-1898); e quanto alla
sistematica, ho seguito il " Manuel de Conchyliologie et de
Paleontologie conchyliologique „ di P. Fischer (Parigi, Savy, 1887), il
piu completo e classico finora uscito, e, per le ulteriori
modificazioni, il volume " Molluscs, Brachiopods recent, Brachiopods
fossil „ di Cooke, Shipley & Reed, della Cambridge Natural History
(Londra, Macmillan, 1913).
Mentre la presente memoria era gia sotto stampa, uscivano la I e II
parte del trattato attualmente piu recente e moderno, lo " Handbuch fur
Weichtierkunde „ di J. Thiele (Jena, Fischer, 1929-31), che rimane
tuttora a mezzo, cosicche la sistematica non pote esser portata
all'ultima attuale espressione: spero, in ogni modo, che i colleghi
lettori potranno raccapezzarsi egualmente.
Una breve " Appendice „ comprende le poche specie di Brachiopodi
rinvenute in Adriatico, ed un'ultima pagina di Aggiunte raccoglie alcune
specie materialmente omesse nella copiatura e qualcuna trovata dopo la
stampa. Un centinaio di riproduzioni fotografiche dal vero illustra
infine quei tipi che lo richiedevano.
Indubbiamente, omissioni ed errori abbonderanno in questo Saggio, al
quale non mancheranno correzioni ed aggiunte quando si renderanno
possibili e necessarie; ne chiedo venia al lettore, in considerazione
del lungo lavoro e della passione che diedi all'opera.
Venezia, 1932-1933 - XL
G. C. |