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La presentazione di Vinicio Biagi
Quando venimmo a
conoscenza che un medico livornese, Domenico Capua appunto,
genericamente interessato a ricerche malacologiche, era intenzionato a
realizzare un lavoro sui Cefalopodi dell'Arcipelago Toscano, destinato
inevitabilmente a comprendere la maggior parte del non grande universo
dei Cefalopodi presenti nel Mediterraneo, una qualche perplessità emerse
nel giudizio che qualcuno ci chiese su questo ambizioso programma.
Questo soprattutto perché l'Autore, alla descrizione delle specie
raccolte, intendeva unire una parte inerente l'anatomia e la fisiologia,
non sommaria come al solito avviene, ed una parimenti impegnativa
descrizione delle specie fossili. Ora che il libro sta per andare in
stampa ci accorgiamo che quelle perplessità e quei dubbi erano solo
imputabili alla nostra incapacità di fare altrettanto! Sí, perché
Domenico Capua ci aveva generosamente offerto di partecipare al suo
lavoro e se la richiesta non aveva avuto seguito era da imputarsi al
nostro timore di partecipare a qualcosa che intendevamo, nei divisamenti
dell'Autore, di vasta estensione e parimenti di vasta responsabilità.
Ora che l'elaborato é concluso, al di lá di quelle ragionevoli critiche
che potranno essere rivolte a scelte tassonomiche o magari a qualche
conclusione personale, non resta che l'ammirazione per un uomo,
l'Autore, che sempre ha creduto nella propria opera e che ad essa ha
sacrificato la maggior parte del suo tempo libero. Esiste, ed é giusto
che sia cosí, una sempre latente dicotomia fra chi vive da "dilettante"
esperienze di ricerca e chi di quelle ricerche vive a livello di impegno
"professionale" e didattico. Il "dilettante" ha certamente meno
responsabilitá ed allo stesso tempo il "professionista", che puó
usufruire di uno strumentario piú raffinato, ha le responsabilitá
proprie del suo ruolo. Forse queste divisioni erano meno avvertite al
tempo in cui Giuseppe Jatta, giovane insegnante di entomologia in una
scuola agraria di Portici, dette alle stampe la sua opera, tuttora
insuperata pur essendo in essa evidenti gli errori inevitabili legati
alle conoscenze del tempo, dove i Cefalopodi del Golfo di Napoli
prendevano vita nei mirabili acquarelli di Merculiano. Queste divisioni
erano giá piú evidenti e talora aspre in tempi, a noi piú vicini, nei
quali Giorgio Bini, ingegnere "ma" sommo conoscitore della ittiofauna
mediterranea, pubblicô sulle pagine della poco accademica seppur
prestigiosa rivista "Mondo Sommerso" il suo atlante dei Pesci delle
coste italiane. Capua, come giá ai loro tempi Jatta e Bini "appartiene
ai dilettanti" ed il suo metodo di ricerca, come per i due Autori
precedenti, é di chiara ispirazione aristotelica ed infatti al sommo
naturalista greco fa capo il metodo di ricercare "alla base" quelle
notizie che poi saranno sottoposte a critica. Le conoscenze del
filosofo-naturalista che segnano la nascita della biologia marina e
dell'indispensabile anatomia comparata, ebbero origine da frequentazioni
costanti con il popolo dei pescatori e della gente di mare. Capua, in
questo piú fortunato, ha inoltre potuto attingere ad una monumentale
bibliografia, talora dispersa e spesso non facilmente accessibile ai piú.
A quest'opera crediamo che attualmente ben poco ci sia da aggiungere se
non il prevedere qualche inevitabile aggiunta e correzione nel tempo.
Riteniamo comunque che, in ogni senso, nessun futuro Autore potrá
prescindere da questo lavoro. L'aiuto qualificato ed indispensabile che
deriva dai consigli di Paola Belcari e Paolo Sartor danno ulteriore
garanzia alla validitá scientifica di questo vasto elaborato al quale
comunque Domenico Capua ha "lavorato da solo". Nella nostra forse miope
ottica di naturalisti di paese ci pare poi meritevole di infinita lode
il fatto che l'Autore, forse con determinazione mercantilmente
svantaggiosa, abbia adottato la nostra lingua. La lingua inglese avrebbe
certo amplificato l'area distributiva del libro ma avrebbe forse tradito
all'origine quelle che erano state le istanze prime della grande fatica
di Domenico Capua. Che ha colmato un vuoto e realizzato un sogno.
Vinicio Biagi
Farmacista, malacologo, Esperto della fauna e delle tradizioni dell'Areale
marino toscano
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