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Prelievi

E' evidente che una collezione malacologica si basa sui prelievi. Quando, da ragazzini, scoprimmo il nostro primo amore raccogliendo le valve di pectininidae sul bagnasciuga della spiaggia, ebbene, noi facemmo i nostri primi prelievi.
Nel corso degli anni, naturalmente, conservando ed addirittura ampliando la nostra passione per le conchiglie rendemmo i nostri prelievi sempre più specifici, mirati e tecnici.

Oggi, l'autore di queste righe, per esempio, usa definire il prelievo secondo una sigla che immediatamente individua la tipologia del prelievo stesso.
Così, per esempio, SPG significa prelievo di spiaggia, APN immersione in apnea, ARA immersione con autorespiratore, PSC detrito proveniente da pescherecci,  DRG dragaggio, LAV lavaggio di alghe, GRT grattaggio subacqueo,  STL contenute gastrale di varie specie di stelle marine
Noi del GML parliamo abitualmente di detriti poiché il nostro primario interesse é per i micromolluschi, un insieme considerevole di specie che coprono una buona area dell'intera sistematica mediterranea.

Vogliamo qui fare un excursus di queste tecniche di prelievo ricordano comunque e sempre che il mare é il nostro migliore amico e che dobbiamo portargli il massimo rispetto. I prelievi devono essere "saggi" ovvero mirati in economia di obiettivo, circoscritti a zone limitatissime, il meno invasivi possibile e non devono, in alcun modo modificare in modo sostanziale l'ambiente visitato. Un buon prelevatore é anonimo: ciò significa che dopo il suo passaggio nulla lascia intravedere l'attività svolta.

Con questi preamboli iniziamo la nostra disamina delle varie metodologie di prelievo.

Prelievo di spiaggia

Il prelievo di spiaggia avviene normalmente camminando e raccogliendo sia gli animali di taglia media e medio grande sia i detriti.
Le sabbie con granulometria medio-fine e che paiono alla vista ricche di materiale organico sono le più probabilmente ricche di micromolluschi.
Tipicamente famosa la spiaggia del Calambrone, vicino alla nostra città, Livorno, che, prima dei grandi lavori di modificazione della costa intrapresi anni fa, hanno costituito il serbatoio na


Spiaggia sulla costa sarda



Spiaggia sulla costa calabra
 

turale ideale per la fase iniziale di una collezione di conchiglie marine.
Raccogliere in detrito lasciato sul bagnasciuga dal ritiro delle onde di marea é la tecnica migliore e, se le condizioni lo consentono, la raccolta potrebbe essere sorprendentemente  ricca.
Per avere un'idea della ricchezza e varietà delle specie presenti su di una spiaggia, sebbene particolarmente fortunata, é opportuno leggere il completo lavoro di Enzo Campani di cui riportiamo l'indicazione precisa sotto le immagini


Spiaggia del Calambrone verso Tirrenia (PI)


Spiaggia del Calambrone verso Livorno

CAMPANI E. - Molluschi spiaggiati in località Calambrone (Li). Interpretazione dati anni 1970-1982. Quaderni del Museo di Storia Naturale di Livorno, 1983.  4: 59-74.

A puro titolo informativo inseriamo qui un elenco, probabilmente non esaustivo, di materiale ritrovato sulla spiaggia del Calambrone nel corso degli anni.
Gastropoda

Haliotis tubercolata
Emarginula elongata
Diodora graeca
Diodora italica
Fissurella nubecula
Patella lusitanica
Patella coerulea
Monodonta arriculara
Monodonta rurbinara
Jujubinus exasperatus
Jujubinus striatus
Gibbula magus
Gibbula ardens
Gibbula adansoni
Gibbula turbinoides
Gibbula fanulum
Gibbula philberti
Gibbula varia
Gibbula umbilicaris
Calliostoma conulum
Calliostoma laugieri
Calliostoma granularurn.
Clanculus corallinus
Clanculus cruciatus
Clanculus jussieui
Bolma rugosa
Homalopoma sanguineurn
Tricolia pullus
Tricolia speciosa
Tricolia renuis
Smaragdia viridis
Peringia ulvae
Truncatella subcylindrica
Circulus striatus
Barlecia rubra
Peringiella nitida
Setia semistriala
Turboella radiata
Apicularia similis

Apicularia decorata
Rissoa venrricosa
Rissoa hyalina
Rissoa violacea
Goniostoma auriscalpium
Folinia crassa exigua
Alvania discors
Alvania lineata
Acinopsis cancellafa
Massotia lactea
Turbona cimicoides (?)
Turbona cimex
Turbona geryonia
Rissoina bruguieri
Turritella communis
Vermetus triqueter
Bictium reticulatum
Cerithium vulgatum
Cerithium rupestre
Biforina perversa
Epitonium lamellosum
Epitonium pulchellum
Epitonium turtoni
Janthina nitens
Capulus ungaricus
Calyptraca chinensis
Aporrhais pespelecani
Trivia arctica
Trivia pulex
Luria lurida
Zonaria pyrum
Naticarium hebraeus
Naticarius punctatus
Payraudeautia intricata
Lunatia guilkmini
Lunatia macilenta
Lunatia pulchella .
Neverita ,josephiniae
Cassidaria echinophora
Cassidaria thyrrhena
C~mathiumpa rtenopeum (*)
Bolinus brandaris
Phyllonotus trunculus
Dermomurex scalaroides
Muricopsis cristatus
Muricopsis cristatus var. inermis
Typhinellus sowerby
Ocenebra erinaceus
Ocinebrina edwardsii

Coralliophila meyendorffii
Buccinulum corneum
Cantharus d'orbigny
Chauvetia minima
Pisania striata
Columbella rustica
Pyrene scripra
Pyrene gervillei
Nassarius corniculus
Nassarius murabilis
Nassarius cuvierii
Cyclope nerirea
Cyclope donovani
Hinia reticulata
Hinia incrassata
Hinia pygmaea
Fasciolaria lignaria
Fusinus pulchellus
Fusinus syracusanus
Gibberula miliaria
Mirra cornicula
Vexillum tricolor
Vexillum ebenus
Conus venlricosus
Mangelia attenuara
Mangelia paciniana
Mangelia vauquelini
Bela nebula
BeIa laevigara
Mangiliella teniata

Raphiroma echinara
Raphiroma linearis
Raphiroma purpurea
Raphiroma laviae
Acreon rornarilis
Pseudoacteon monrerosaroi (*)
Ringicula conformis
Bulla sfriafa
Haminoea hydaris
Haminoea navicula
Haminoea orbignyana
Philine aperra
Scaphander lignarius
Kleinella humboldrii
Eulimella acicula
Turbonilla lacrea
Turbonilla scalaris
Turbonilla srriarula
Turbonilla rufa
Aplysia depilans
Aplysia fasciata
Lobiger serradgalci
Ovarella myosoris

Poliplacophora


Ischnochiron rissoi
Chiron olivaceus
Ancanthochitona fascicularis

Bivalvia

Nucula nucleus
Solemya rogara
Area noe
Barbatia barbara
Anadara corbuloides
Anadara diluvii
Striarca lactea
Glycimeris glycimeris
Glycimeris insubricas
Glycimeris pilosa
Mytilus galloprovincialis
Mytilaster minimus
Gregariella opijex
Musculus discors
MusCulus subpictus
Lithophaga lithophaga
Modiolus barbatus
Modiolus adriaficus
Pinna nobilis
A rrina pecrinata
Pecten jacoboeus
Chlamys multistriata
Chlamys varia
Chlamys jlexuosa
Chlamys glabra
Lissopecten hjalinus
Aequipecten opercularis
Anomia aephippium
Pododesmus patellgormis
Lima hians
Lima injlata
Ostrea edulis
Ctena decussata
Loripes lacteus
Divaricella divaricata
Anodonria fragilis
Myrtaea spinfera
Thyasira jlexuosa
Chama griphoides
Pseudochama griphina
Cardita caliculata
Glans trapezia
Venericardia antiquata
Acanthocardia aculeata
Acanthocardia echinaia
Acanthocardia paucicostata
Acanthocardia spinosa
Acanfhocardia fubercolafa
Plagiocardium papillosum
Cerastoderma edule
Cerastoderma glaucum
Laevicardium oblungum
Laevicardium crassum
Mactra stultorum
Spisula subtruncata
Lutraria magna
Lutraria lutraria
Lufraria angusfior
Donacilla cornea
Solen marginatus
Ensis ensis
Ensis siliqua
Tellina tenuis
Tellina balaustina
Tellina fabula
Tellina incarnata
Tellina donacina
Tellina nitida
Tellina planata
Tellina serrata
Tellina disrorra
Tellina pulchella
Macoma cumana
Gosauna ,fiagilis
Donax semisrriarus
Donax rrunculus
Psammobia ,fervensis
Psammobia depressa
Scrobicularia plana
Abra longicallus
Solecurrus srrigilarus
Solecarrus scopulus
Azorinus chamasolen
Pharus legumen
Coralliophaga lithophagella
Venus verrucosa
Chamelea gallina
Dosinia lupinus
Dosinia exolera
Pirar rudis
Callisra chione
Norirus irus
Venerupis decussara
Venerupis aurea
Venerupis pullastra
Venerupis lucens
Venerupis rhomboides ?
Perricola lirhophaga
Perricola laionkarii
Mysia undara
Corbula gibba
Lenridium medirerraneum
Hiarella arcrica
Saxicavella plicala
Pholas dacrylus
Borneo candida
Teredo navalis
Pandora inequivalvis
Thracia pubescens
Thracia corbuloides
Thracia papyracea
Thracia disrorra

 

 

Prelievo in apnea

Il prelievo in apnea prevede una discreta capacità polmonare, un buon allenamento e la normale dose di autocontrollo richiesta per una saggia attività sportiva.
Sostanzialmente il prelievo in apnea consta di due attività separate ma contigue: la raccolta di animali tipici della zona mediante il sollevamento di sassi (con riposizione degli stessi esattamente come sono stati trovati) o la scrematura di detrito di fondale con alcuni accorgimenti necessari.


Fabrizio Cuneo in raccolta a Mohlos (Creta)  -  Foto Coppini


Manrico Coppini durante una raccolta  -  Foto Cuneo

Per esempio il prelievo deve essere effettuato scegliendo con cura il tipo di fondale. Meglio se, possibilmente, al limitare di una parete o di una serie di scogli ricchi di vita vegetale che, di solito, ospita una buona quantità e qualità di molluschi.
La metodologia di raccolta migliore pare essere quella che sfrutta un semplice strumento, facilmente realizzabile, costituito da una bottiglia di plastica tagliata in modo apposito di cui riportiamo un esempio in fotografia.
Questo semplicissimo dispositivo

consente un prelievo sufficientemente selettivo. Infatti la conformazione piatta della mestola così ottenuta permette la "scrematura" del fondo senza scendere troppo in profondità, al fine di evitare la raccolta di nicchi troppo vecchi o rovinati dal tempo.

Passando parallelamente al livello del fondale ed affondando il bordo della mestola non più di uno o due centimetri al massimo siamo sicuri di ottenere risultati di tutto rispetto e di avere selezionato un detrito "scelto" che ci potrà dare piacevoli sorprese.



 

Prelievi con sorbona

I prelievi mediante la  "sorbona" risultano molto precisi. Specialmente se sono rispettati criteri di salvaguardia dell'ambiente é sufficiente usare uno strumento di limitata potenza e dimensione ed operare su di un area ben definita.

In malacologia lo strumento si rivela particolarmente utile quando necessitano campioni freschi o per evidenziare la tipologia di molluschi prevalenti in una determinata facies.


Un prelievo a 37 metri all'isola del Giglio     -     Fotografia di Stefano Collacchi

La sorbona é uno strumento di facilissima realizzazione. Per una realizzazione artigianale - fai da te - occorre il seguente materiale:
N. 1 tubo di materiale plastico di circa 1 metro  con diametro 40 mm.
N. 1 pistola per spruzzo aria compressa a canna lunga
N. 1 cavo pneumatico di alimentazione per la connessione alla bombola subacquea
N. 1 retino di limitate dimensioni da collegare alla parte posteriore del tubo della sorbona



Il punto di ripiegatura della canna della pistola

Il tubo di materiale plastico é facilmente recuperabile presso tutti i negozi che trattano materiale idraulico. La pistola ad aria in alluminio ed a canna lunga é piuttosto comune e si trova presso le ferramenta. Anche gli ingrossi di materiale edile possono fare al caso nostro. Il tubo rilsan (ed i relativi attacchi sono sempre facilmente recuperabili presso i negozi di ferramenta.

Costruzione

E' sufficiente iniziare predisponendo una piegatura della canna della pistola ad aria. La piegatura deve fare si che circa il 50% della canna sia piegata a 180°, di fatto invertendo il senso stesso della direzione di spruzzo secondo lo schema riportato a destra.

Dopo il lavoro l'ugello di sparo si trova orientato in basso, mentre, dall'altra parte vi é la pistola.
Ora sarà sufficiente accostare la pistola al tubo inserendo nel contempo l'ugello all'interno del tubo stesso, come si vede nell'immagine in alto a destra che mostra il punto di piegatura della canna all'ingresso nel tubo di plastica.

Il gioco é fatto. Tutto qui. Basta collegare il tubo rilsan alla base della pistola e da qui al rubinetto della bombola (preferibilmente un 18 litri). Avremo uno strumento realizzato con metodologie assolutamente fai-da-te di costo contenutissimo e piuttosto efficiente.

La pressione del grilletto della pistola convoglierà un forte getto d'aria che dall'interno del tubo fluirà verso l'alto. Per questo é necessario avere l'avvertenza di tenere il tubo della sorbona sempre inclinato dall'alto in basso, L'aria tenderà a fuggire verso la superficie creando una notevole depressione alla bocca della sorbona che avrà forza sufficiente per il prelievo di campioni in vivo mentre lascerà quasi del tutto intatte le forme ospiti fortemente collegate al substrato.

La fotografia iniziale é stata ripresa ad una profondità di circa 37 metri presso la punta del Fenaio all'isola del Giglio. In quelle condizioni con una bombola da 18 litri caricata a 220 bar l'azione é stata protratta per circa sedici minuti.

Il materiale accumulato nella retina posteriore sarà poi prelevato, lavato, asciugato ed esaminato al microscopio come un normale detrito.

 

 

continua ......
               
                              

 

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Ultimo aggiornamento : 16 marzo 2006

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